Albania e WTO

L’Albania è diventata, ufficialmente, membro del WTO (World Trade Organizations) in data 8 settembre del 2000. La relazione del gruppo di lavoro, istituito per valutare la richiesta di ammissione all’Organizzazione del Paese delle Aquile, ha evidenziato l’alto grado di flessibilità ed apertura dello stesso all’adesione ai negoziati. Rilevante è stato l’impegno volto a favore dell’inserimento di una legislazione dell’OMC coerente con i settori pertinenti ai regimi commerciali. Nonostante quegli anni siano stati caratterizzati da un’importante crisi della Regione, l’Albania non ha mai abbandonato il proprio impegno a liberalizzare i settori commerciali. Il principio basilare che ha guidato l’attività di questo Paese è stato la volontà di favorire lo sviluppo economico caratterizzato dalla diversificazione e da una crescita costante.
Tutto ciò risulterebbe impossibile senza l’impegno a favorire lo sviluppo tecnologico in modo da attrarre investimenti stranieri in tal settore. L’avanzamento del settore commerciale è strettamente legato alla volontà di favorire nuove opportunità di lavoro ottenendo, come necessaria conseguenza, un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.
Questo percorso è, ad oggi, ancora in corso e, come è ben noto, l’Albania offre importanti opportunità di sviluppo economico per gli investitori stranieri offrendo rilevanti agevolazioni economiche.
L’accesso dell’Albania Al WTO è stato particolarmente sostenuto da diversi Paesi della Comunità Internazione e, nello specifico, la Turchia ha elogiato gli sforzi sostenuti, ed i relativi risultati, in ambito di privatizzazione e di ristrutturazione dell’economia attraverso la creazione di un quadro legale volto a favorire l’integrazione del Paese con il settore del commercio internazionale. Lo stesso è stato riconosciuto da parte di Stati Uniti e dal rappresentante della Comunità Europea che hanno evidenziato l’impegno dell’Albania nell’armonizzare il proprio settore commerciale alle richieste del commercio internazionale, in primo luogo favorendo le liberalizzazioni a favore di tutti i partecipanti.
Anche i rappresentanti di atri Paesi come India, Pakistan, Canada, Egitto e Malta hanno manifestato considerazioni positive con riguardo all’impegno sostenuto dall’Albania per adeguarsi alle richieste di adesione. Il Paese delle Aquile, una volta entrato ufficialmente nell’ Organizzazione Mondiale del Commercio, non ha cessato i propri sforzi per favorire rapporti commerciali e, proprio questa caratteristica, è alla base del processo di adesione all’Unione Europea. Sono da notare i molteplici settori in cui gli investimenti si concentrano tra cui risulta essere molto sviluppato quello dei call center la cui attività è risolta soprattutto verso il nostro Paese grazie alla notevole conoscenza della lingua italiana.
Ad oggi sono più di 50 i call center che fanno parte del mercato italiano, ma che operano in Albania. Elemento che, purtroppo, penalizza questo Paese è l’assenza sul territorio di aziende delle grandi telecomunicazioni, assicurazioni e del settore finanziario. Il Governo albanese sta attuando politiche volte a sanare problemi presenti sul territorio attraverso misure di controllo e sorveglianza che rendono il Paese delle Aquile un’ottima frontiera degli investimenti.

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